Offrire ai lavoratori ambienti di lavoro sani, sicuri e a norma di sicurezza non è solo un obbligo previsto dalla legge ma anche un’opportunità.
Ambienti lavorativi sani dove l’areazione, la temperatura e l’illuminazione siano a norma consentono ai lavoratori di lavorare in modo certamente più proficuo evitando anche assenze dovute a eventuali cause di stress lavoro correlato, in tal senso anche questi aspetti possono rientrare nella redazione del Documento valutazione rischio stress lavoro correlato.

Rischio microclimatico

Tutti i locali aziendali nei quali vengono impiegati lavoratori che compiono attività fisiche devono essere dotati di appositi aeratori per il ricambio di aria. Tutti gli impianti di aerazione devono consentire ai lavoratori destinati a trascorrere ore all’interno di locali chiusi di usufruire di aria pulita e pura, per questo motivo ogni impianto deve essere costantemente tenuto in funzione e mantenuto regolarmente.

Quando l’aria pulita viene introdotta nei locali tramite un sistema di ventilazione ad aria condizionata, tutto l’impianto deve essere realizzato prevedendo che i lavoratori non siano soggetti a correnti d’aria che possono procurare fastidiosi malesseri. Tutti gli impianti, comprese le tubazioni, devono essere periodicamente controllati, puliti disinfettati e riparati nel caso in cui dovessero presentare guasti o imperfezioni. Questo è reso necessario al fine di evitare che qualsiasi impurità possa essere propagata nell’aria e respirata dai lavoratori.

In presenza di condizionatori o climatizzatori si deve provvedere alla regolazione accurata dei parametri climatici su cui queste macchine agiscono, in modo tale da rispettare i valori ottimali di benessere stabiliti dalle norme ISO.
Per contrastare gli effetti delle macchine refrigeranti o termiche e delle condizioni esterne si deve dotare possibilmente l’ambiente di sistemi di riscaldamento rapido, per rispondere alle repentine variazioni climatiche, e umidificatori per mantenere il giusto grado di umidità. Tutti gli ambienti dovranno avere sufficienti ricambi d’aria; per gli uffici sono ritenuti sufficienti ricambi da 20 a 40 mc/h a persona.

Si dovranno comunque adottare adeguati dispositivi di protezione individuali (abbigliamento idoneo) per limitare i problemi causati da questo tipo di rischio.
Secondo quanto indicato dal dlgs 626/94 è opportuno effettuare un’analisi microclimatica volta a stabilire se le variazioni dei parametri climatici prodotte siano nocive per i lavoratori.

La temperatura in ambienti lavorativi sani

Negli ambienti aziendali e lavorativi in generale la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro prescrive che la temperatura ideale per i lavoratori deve essere quella che l’organismo riesce a tollerare in maniera adeguata durante tutto l’orario lavorativo, considerando anche le attività fisiche o l’assenza di movimento che implicano le varie mansioni svolte dal personale aziendale. Ogni ambienti lavorativo sano, inoltre, deve avere una temperatura adeguata alla destinazione per il quale è stato strutturato e deve sempre essere tenuto sotto controllo il grado di umidità interno.
Tutte le aperture o le vetrate e le finestre dalle quali possa entrare la luce solare devono essere dotate di appositi strumenti per impedire un eccessivo soleggiamento all’interno dei locali e quindi un conseguente innalzamento della temperatura.

Rischio illuminazione

La redazione di un Documento valutazione rischio radiazioni ottiche artificiali prende in considerazione l’illuminazione all’interno delle strutture lavorative. Nei luoghi di lavoro l’illuminazione deve essere per la maggior parte di origine naturale, salvo che si tratti di locali seminterrati, tutti i locali devono tuttavia essere attrezzati con luci artificiali per poter consentire ai lavoratori di non affaticare eccessivamente la vista. Gli impianti destinati all’illuminazione devono essere installati a norma, cioè non devono costituire un elemento di pericolo per i lavoratori. I locali devono inoltre disporre di particolari mezzi automatici di illuminazione che si innescano in caso di mancanza improvvisa di energia elettrica.

Sia le postazioni di lavoro sia i luoghi di passaggio devono essere adeguatamente illuminate e laddove la luce naturale risultasse insufficiente a soddisfare particolari esigenze lavorative, per cui il datore di lavoro deve adottare tutte le misure necessarie per eliminare i rischi che possono causare patologie alla vista dei lavoratori, è necessario mantenere sempre in ogni ambiente un adeguato livello di illuminamento per non sforzare eccessivamente la vista specialmente in lavorazioni che richiedono la necessità di individuare particolari di piccole dimensioni.

Come consigliato dalle norme DIN 5035 è opportuno tutelare la salute dei lavoratori tenendo in considerazione i requisiti fissati da tenere presente nella redazione del Documento di valutazione dei rischi da illuminazione:

  • I corridoi devono avere un illuminamento di minimo 100 lux a 1,2 m dal suolo;
  • le scale devono avere un illuminamento di minimo 100 lux al gradino;
  • gli uffici devono avere un illuminamento di minimo 500 lux sulla scrivania, valore che sale a 750 lux se presente un PC;
  • i laboratori devono avere un illuminamento di minimo 500 lux sul piano di lavoro;
  • sale riunioni e conferenze devono avere un illuminamento di minimo 750 lux;
  • la biblioteca deve avere un illuminamento di minimo 1000 lux.

Inoltre per garantire ambienti di lavoro sani è bene preferire lampade aventi uno spettro di frequenza quanto piu’ possibile simile a quello della luce naturale, evitare di collocare le sorgenti luminose in modo che diano origine a ombre sul piano di lavoro, mantenere la pulizia e l’efficienza dei corpi luminosi ricordando che il flusso luminoso emesso dalle lampade si riduce nel tempo non solo in funzione della durata di vita media, ma pure per il depositarsi di polvere e sporcizia su di esse.
Per le eventuali operazioni di saldatura è obbligatorio usare sempre gli appropriati occhiali o maschere protettive per gli occhi come indicato negli allegati IV e V del dlgs 626/94; per questo tipo di operazioni che producono un elevato illuminamento, quindi estremamente nocivo per gli occhi, si deve avere a disposizione nella cassetta di pronto soccorso farmaci mirati alla protezione delle mucose ottiche.

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