Lavori pericolosi secondo il D. Lgs. 81/2008

Uno dei peggiori rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori è costituito dalla presenza negli ambienti lavorativi di agenti chimici e per i quali il D. Lgs. 81/2008 ha previsto delle regole precise da applicare per la salvaguardia dei lavoratori tra cui la redazione del Documento valutazione rischio chimico.

La pericolosità di alcuni lavori o attività non è, infatti, determinata soltanto da situazioni che derivano dall’utilizzo di particolari macchinari o dallo svolgimento di mansioni in cui il fisico è direttamente esposto a pericoli quali cadute da altezze elevate o affaticamento agli arti a causa di continui sforzi.

Il decreto specifica alcuni essenziali concetti.
Innanzitutto, gli agenti chimici riguardano tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato.
Un discorso particolare va fatto poi per gli agenti chimici pericolosi, i quali sono classificati come sostanze pericolose ai sensi del D. Lgs. 3 feb. 1997 n° 52, con esclusione delle sostanze pericolose solo per l’ambiente.

Gli agenti chimici pericolosi includono anche quelli che possono comportare un rischio per la salute e la salvaguardia dei lavoratori a causa delle proprietà chimico-fisiche, chimiche o tossicologiche che posseggono, e dal modo in cui sono utilizzati o si trovano nel luogo di lavoro.
Vi sono poi le cosiddette attività pericolose, che riguardano tutte le attività in cui vengono impiegati gli agenti chimici, inclusi la produzione, la manipolazione, l’immagazzinamento, il trasporto o l’eliminazione e il trattamento dei rifiuti.

L’Unione Europea ha stabilito quali sostanze siano da considerarsi dannose ed ha inoltre istituito delle categorie all’interno delle quali far rientrare tutti gli agenti chimici ritenuti pericolosi per la salute o la salvaguardia delle persone.

Le principali sono:

  • gli esplosivi, cioè sostanze che possono esplodere facilmente se avvicinate ad una fiamma o che sono sensibili agli urti e agli attriti;
  • i comburenti, che a contatto con altre sostanze determinano una forte reazione esotermica;
  • le sostanze facilmente infiammabili, ovvero le sostanze che a contatto con l’aria e in condizioni atmosferiche normali si riscaldano e si infiammano facilmente;
  • le sostanze infiammabili, cioè quelle che allo stato liquido hanno il punto di infiammabilità trai 21°C e i 55°C;
  • i preparati tossici, tutto ciò che per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea determina gravi danni o persino la morte;
  • le sostanze nocive, tutte quelle che possono provocare rischi di gravità limitata;
  • i preparati corrosivi sono quelli che entrando in contatto con la cute di una persona o con altri tessuti organici  possono provocare un’azione distruttiva;
  • le irritanti, producono una immediata infiammazione quando entrano in contatto con la pelle o con una mucosa;
  • le sensibilizzanti, prima ipersensibilizzano la parte colpita e poi generano particolari reazioni epidermiche;
  • le altamente infiammabili, con un punto di infiammabilità inferiore a 0°C e con un punto di ebollizione inferiore o pari a 35°C;
  • le sostanze pericolose per l’ambiente, con rischio di inquinamento;
  • i preparati cancerogeni, tutto ciò che se inalato, ingerito o penetrato a livello cutaneo può far sorgere dei tumori ;
  • i teratogeni, agenti che se assorbiti dalle donne in gravidanza possono provocare malformazioni al nascituro;
  • i mutageni, le sostanze che se assorbite rivelano un elevata probabilità di manifestare alterazioni genetiche ereditarie.
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