Valutare i rischi in ufficio

I rischi da lavoro in ufficio sono associati all’utilizzo di attrezzature particolari oppure che espongono il lavoratore ad affrontare situazioni pericolose, magari entrando a contatto con sostanze infiammabili e agenti tossici.

Non solo può essere riconducibile alla categoria dei rischi in ufficio anche lo stress lavoro tanto che la normativa adesso prevede l’obbligo della redazione del Documento valutazione rischio stress lavoro correlato.
Meno evidenti, anche ai fini di eventuali insorgenze di malattie riconducibili alle mansioni svolte, sono le patologie che i lavoratori sviluppano in determinati ambienti lavorativi, in quanto l’utilizzo delle attrezzature necessarie è apparentemente non pericoloso.
Per tutte le attività che possono creare danni di minore gravità, ma che costituiscono comunque dei rischi oggettivi per la salute dei lavoratori in ufficio , il D.Lgs. 81/2008 prevede che questi ultimi siano sottoposti a sorveglianza sanitaria (visite mediche) per stabilire: se sono soggetti a rischi per la vista e per gli occhi; se possono andare incontro a rischi per l’apparato muscolo-scheletrico.
La figura incaricata di esprimere il proprio giudizio sulla pericolosità dei rischi in ufficio attraverso la sorveglianza sanitaria è il medico competente il quale effettua le visite di controllo successive alla prima con una periodicità solitamente biennale nei confronti dei lavoratori ai quali sia stata riconosciuta una minima limitazione pur essendo idonei allo svolgimento dell’attività, oppure al superamento dei 50 anni di età. Mentre in tutti i casi di totale idoneità al lavoro, il controllo sarà effettuato ogni 5 anni.
Se invece il lavoratore presenta una inidoneità temporanea, la visita successiva può essere stabilita dal medico competente in seguito ad una propria valutazione.

Sulla base delle indicazioni contenute nella normativa sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, il datore di lavoro è obbligato a fornire ai propri dipendenti le informazioni che riguardano:

  • le misure applicabili al posto di lavoro per essere preservati dai rischi maggiormente riscontrabili in attività considerate meno pericolose come quelle svolte all’interno di un ufficio;
  • le modalità sullo svolgimento di queste attività;
  • la protezioni più idonee a preservare quelle parti del corpo che possono essere più soggette a subire dei danni, cioè gli occhi e di conseguenza la vista nella sua totalità.

Rientra tra i doveri del datore di lavoro anche quello di fornire ai propri lavoratori la formazione e l’addestramento sull’utilizzo delle misure necessarie ad evitare o a ridurre tali rischi.
Le attrezzature più diffuse ed utilizzate da chi svolge un’attività impiegatizia o in ufficio devono avere determinati requisiti in modo da non essere considerati fonti di rischio.
Il monitor del computer ad esempio deve poter garantire una buona risoluzione grafica, nitidezza dei caratteri e delle immagini. Queste ultime devono essere anche stabili, non presentare farfallamento, tremolio o altre instabilità. Le funzioni devono essere semplificate e risultare alla portata di tutti i lavoratori, anche dei meno esperti, i quali devono poter adattare alle proprie esigenze l’utilizzo di questa strumentazione.
Oltre allo schermo, costituiscono strumenti essenziali per le attività lavorative principali da svolgersi in ufficio, la tastiera con i relativi dispositivi di puntamento, e il piano di lavoro.
La tastiera ed il mouse devono essere posizionati in modo da non comportare un affaticamento degli arti superiori da parte di chi la utilizza  e non deve indurre il lavoratore ad assumere una posizione scorretta con la parte alta del corpo.
Il piano di lavoro deve avere una superficie idonea a contenere la strumentazione necessaria inclusa l’eventuale documentazione occorrente. L’altezza da terra del piano di appoggio è di norma stabilita tra i 70 e gli 80 cm e deve consentire di inserire gli arti inferiori e il sedile di lavoro, il quale deve possedere dei dispositivi meccanici per la regolazione dell’altezza e per la regolazione dello schienale, allo scopo di fornire un’adeguata inclinazione della schiena nella zona dorso-lombare.

Rischio postura

Il rischio postura deve essere valutato per ogni singolo impiegato sulla base del tempo di esposizione a questo pericolo, anche in relazione all’ergonomicità delle attrezzature utilizzate, sottoponendo tale problema all’attenzione del medico del lavoro che stabilirà la periodicità delle visite di controllo da effettuare in relazione alle mansioni svolte dai lavoratori.
Si devono adottare attrezzature ergonomiche seguendo le indicazioni fornite dalle norme UNI e dall’allegato VII del dlgs 626/94.
Si devono comunque effettuare, all’occorrenza del disturbo, delle pause o cambi di attività.
Inoltre è consigliato, per i lavoratori che operano in posizioni statiche per prolungati periodi di tempo, di munirsi di fascia elastica per la zona dorsale e scarpe comode e per quanto possibile traspiranti che non impediscano una corretta circolazione sanguigna.

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