Cos’è il DVR e cosa deve contenere obbligatoriamente

Il Documento di Valutazione dei Rischi consiste in una dichiarazione del titolare d’azienda nel quale, ai sensi dell’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008, devono essere presenti:

  • Una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, in cui siano specificati i criteri adottati (secondo principi di semplicità, brevità e comprensibilità);
  • la descrizione delle misure di prevenzione e di protezione messe in atto e dei dispositivi di protezione individuali adottati;
  • Un programma di adeguate misure finalizzate a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;
  • L’individuazione delle modalità attuative volte a realizzare le suddette misure e delle figure dell’organizzazione aziendale alle quali sono assegnati tali compiti (soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri);
  • l’indicazione del nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) o di quello territoriale (RLST) e del Medico Competente (se necessario) che ha collaborato alla valutazione dei rischi;
  • L’identificazione di mansioni che espongono i dipendenti a particolari pericoli, richiedendo capacità, esperienza, formazione e addestramento specifici.

La valutazione, da riportare all’interno del DVR, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, compresi quelli derivanti da stress lavoro-correlato (secondo i contenuti dell’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004), riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza (secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151), connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli legati alla specifica tipologia contrattuale, attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro.

Sono da considerare, inoltre, quelli scaturenti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili, come definiti dall’articolo 89, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 81/08, interessati da attività di scavo.

Il documento di valutazione dei rischi, può essere conservato su supporto informatico (e custodito presso l’unità produttiva alla quale si riferisce la valutazione dei rischi) e deve riportare una data certa o attestata dalla sottoscrizione da parte del datore di lavoro, del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (o del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale) e del Medico Competente, ove nominato.

Il Testo Unico sulla Sicurezza prevede come, in caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro sia tenuto a effettuare immediatamente la valutazione dei rischi, predisponendo il relativo documento entro novanta giorni dalla data d’inizio della propria attività.

La valutazione dei rischi, infine, deve essere prontamente rielaborata “in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione, o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità” (art. 29, comma 3 del D.Lgs. 81/08).