La redazione del DVR nelle falegnamerie

Riguardo al ciclo produttivo all’interno di una falegnameria si distinguono le fasi di: stoccaggio e sezionamento del legname, piallatura, profilatura, verniciatura, trasporto e montaggio. Ognuna di queste è caratterizzata da rischi specifici quali manipolazione di tavole di legno grezze, inalazione di polveri di legno e utilizzo di vernici impegnanti.
I macchinari impiegati in queste attività sono: carrelli manuali ed elevatori, troncatrici, seghe circolari, piallatrici, levigatrici, autocarri, trapani e vari utensili manuali.

Il documento di valutazione dei rischi deve quindi prevedere anche questi rischi specifici e nel dettaglio:

  • descrizione generale della struttura
  • organigramma (nel quale chiarire le diverse mansioni dei dipendenti)
  • sintesi del ciclo produttivo (per identificare le lavorazioni eseguite)
  • planimetria dei locali in cui si svolgono le attività
  • analisi dei pericoli presenti in azienda
  • spiegazione delle misure di prevenzione e protezione attuate e un programma di miglioramento per la gestone della sicurezza.

Nell’esame dei potenziali pericoli per i dipendenti, nell’ambiente di lavoro, occorre considerare l’idoneità delle vie di esodo e delle uscite di emergenza e le caratteristiche del microclima presente nei locali (temperatura, aerazione e umidità). In merito alle attrezzature è necessario, invece, considerare le procedure adottate, l’esperienza del personale e i dispositivi di protezione individuale predisposti (cuffie o mascherine). Per quanto concerne gli interventi migliorativi, questi possono comprendere la sistemazione di un’adeguata segnaletica, verifiche degli impianti di ventilazione, piani formativi per i lavoratori e controlli regolari sui dispositivi forniti.

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