DVR nelle lavanderie: quali sono i principali pericoli?

Il titolare di una lavanderia a secco, nell’adempimento degli obblighi di legge in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, è tenuto alla stesura di un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) in cui vengano affrontati tutti i punti critici caratterizzanti la propria attività.

Egli dovrà, quindi, descrivere le varie fasi del processo lavorativo (specificando mansioni, attrezzature, prodotti impiegati e rischi corrispondenti) individuando per ognuna idonee procedure e misure di prevenzione e protezione adeguate.

Nel processo di valutazione è chiamato a considerare rischi di natura chimica, fisica, infortunistica e organizzativa.
Quanto al primo aspetto, è necessario prendere in esame l’uso di sostanze quali polveri, fibre, smacchiatori o solventi (tra cui il tetracloroetilene, più comunemente conosciuto come percloroetilene o PCE), mentre nell’ambito della seconda tipologia occorre analizzare le condizioni del microclima e dell’illuminazione dei locali.

Riguardo agli infortuni, il documento deve riportare quali incidenti possono presentarsi in questo genere di ambienti, ossia: cadute, incespicamenti, traumi da movimentazione manuale di carichi, ustioni o contatti con impianti elettrici.

In merito all’organizzazione del lavoro, è opportuno valutare quali rischi vi sono per i dipendenti che assumono posture erette protratte per lungo tempo, o hanno a disposizione postazioni di lavoro non ergonomiche.

Nella sezione del documento dedicata agli interventi migliorativi è consigliabile prevedere una maggiore attenzione per la pulizia dei pavimenti, la fornitura di informazioni sufficienti sul corretto utilizzo delle attrezzature e la predisposizione di adeguati dispositivi di protezione individuali (calzature con suole in gomma e guanti di gomma).

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