La valutazione dei rischi nelle tipografie

Anche i tipografi, proprio come molte altre categorie di lavoratori che usano sostanze e prodotti chimici, svolgono delle mansioni potenzialmente pericolose per la salute.
I processi di stampa infatti prevedono l’uso di particolari matrici, varie modalità di trasferimento dell’inchiostro, ma soprattutto vari tipi di inchiostri e solventi chimici, che rappresentano il rischio più grande per la salute umana.
Proprio per questo, è importante che in ogni azienda che si occupi di stampa e serigrafia venga effettuata un’attenta e corretta analisi dei possibili pericoli, attraverso la redazione accurata del documento dei valutazione dei rischi per tipografie.

All’interno del documento, dovrà esserci una relazione dettagliata che identifichi le possibili fonti di pericolo, la descrizione dell’attività lavorativa con l’individuazione del ciclo produttivo, i parametri di processo, delle macchine e degli impianti, delle sostanze e dei materiali impiegati, dei modelli organizzativi ed operativi.All’interno del documento di valutazione dei rischi per le tipografie, è obbligatorio inserire anche un’analisi dei possibili problemi di natura infortunistica, relativi quindi ad incidenti o infortuni, danni o menomazioni fisiche subite dalle persone addette ai processi di lavoro, da imputare a: carenze strutturali, carenze di sicurezza su macchine ed apparecchiature, carenze di sicurezza elettrica, manipolazione di sostanze pericolose e pericoli di incendi e/o esplosioni.

In particolare, dovrà essere specificata la tipologia e il numero di macchinari utilizzati e il tipo di impiego, i vari rischi legati all’uso dei macchinari, il controllo delle attrezzature minime di pronto soccorso, il controllo delle vie di fuga, il tipo e la quantità dei prodotti presenti nella tipografia, il numero di addetti alle attività produttive e d’ufficio, la verifica dei sistemi antincendio e la regolare gestione rifiuti industriali, la tutela sanitaria del personale, la verifica di impianti elettrici e la messa a terra e degli scarichi idrici.

All’interno del documento di valutazione dei rischi per le tipografie deve essere inserita anche un’analisi sui rischi relativi al rapporto tra operatore e organizzazione del lavoro, in particolare: organizzazione del lavoro, fattori psicologici, fattori ergonomici e condizioni di lavoro difficili. Occorre poi identificare le sorgenti di rischio durante i processi di produzione: per questo vanno documentate le valutazioni dei rischi in relazione alle modalità operative per la conduzione delle lavorazioni, l’entità delle lavorazioni in funzione dei tempi impiegati e delle quantità di materiali e prodotti usati, ma anche l’organizzazione delle fasi produttive, la presenza di misure di sicurezza e i sistemi di prevenzione e protezione, con la documentazione relativa alle certificazioni esistenti.

Nella valutazione dei rischi di esposizione, va inserita nel documento anche la verifica del rispetto dell’applicazione delle norme di sicurezza alle macchine durante il loro funzionamento, la verifica dell’accettabilità delle condizione di lavoro, delle condizione di sicurezza ed igiene, la misurazione dei parametri di rischio con il confronto con indici di riferimento.

Va redatta inoltre una mappa dei settori e reparti in cui è suddivisa la tipografia, evidenziando anche l’organigramma, una descrizione dettagliata dei luoghi di lavoro, le attività svolte all’interno e i materiali presenti.All’interno del documento di valutazione dei rischi per i tipografi è obbligatorio inserire anche il piano di prevenzione incendi, il certificato relativo all’impianto elettrico e messa a terra, la specifica del ciclo produttivo e di tutte le fasi di lavorazione, dello stoccaggio dei prodotti, la descrizione dei macchinari in dotazione e l’elenco dettagliato di tutte le sostanze e materiali utilizzati, ma anche una mappatura delle legende usate, del personale e degli orari di lavoro, la descrizione sintetica delle singole mansioni, della gestione della manutenzione e della sorveglianza sanitaria.

Inoltre, deve essere inserita anche la valutazione dei rischi in relazione all’ambiente termico, illuminazione naturale e artificiale, videoterminali (analisi delle postazioni, illuminazione, eventuali problemi di postura e affaticamento di occhi e schiena), valutazione del rumore, movimentazione manuale dei carichi e degli apparecchi di sollevamento e la cassetta di pronto soccorso, ma anche una descrizione delle divise e dell’abbigliamento da lavoro per proteggersi dai prodotti chimici usati, come grembiule, protezione braccia, mascherine, guanti speciali ed occhiali, scarpe antistatiche e protettive e cuffie anti-rumore.

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