L’analisi di CONTARP dei rischi in aziende vinicole e frantoi

CONTARP (Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione) di INAIL ha pubblicato uno studio che analizza cicli produttivi e rischi del lavoro nel comparto vinicolo e oleario. La ricerca è durata due anni e si è concentrata sull’analisi dei rischi in 19 aziende (10 vinicole e 9 frantoi oleari) di piccole dimensioni e collocate per la maggior parte in Italia centrale; solo un’azienda vinicola era di tipo industriale. La ricerca, visto il carattere multidisciplinare, è stata condotta da un team di esperti. In particolare sono stati analizzati rischio biologico, rischio chimico e rischio da agenti fisici.

Rischio biologico

Per ciò che riguarda entrambe le tipologie di aziende le principali indicazioni riguardano malattie infettive, intossicazioni ed eventuali reazioni allergiche che possono essere causate dall’esposizione a prodotti di origine microbica, animale o vegetale. Le lavorazioni che vengono effettuate in un’azienda vinicola o in un frantoio, come la fermentazione, possono favorire la moltiplicazione di agenti biologici. Per la valutazione del rischio biologico occorre effettuare dei campionamenti dei vari materiali utilizzati. Per conoscere quali sono gli agenti patogeni per l’uomo occorre fare riferimento all’allegato XLVII del D.Lgs. 81/08.
Le precauzioni da adottare sono: la manutenzione dei macchinari; la ventilazione dei locali; il rispetto dei tempi di conservazione delle materie prime; la pulizia degli ambienti e l’utilizzo di indumenti appropriati.

Rischio chimico

Per ciò che riguarda il comparto oleario si è riscontratop un potenziale rischio per gli operatori di entrare in contatto con COV (Composti Organici Volatili) derivati dalle sostanze utilizzate per la pulizia di ambienti e macchinari. Altri pericoli per i lavoratori potrebbero derivare dallo stoccaggio non idoneo di prodotti antiparassitari e da radiazioni ionizzanti, a cui sarebbero esposti in caso di lavori sotterranei. In quest’ultimo caso la normativa di riferimento è il D.Lgs. 230/95 e il D.Lgs. 241/2000.
Nel comparto vinicolo il rischio chimico è principalmente collegato agli agenti chimici utilizzati per la vinificazione: alcool etilico, alcool metilico, formaldeide e butilaldeide, acetone, acido formico, acetico e tartarico, tartrati di potassio e di calcio, i resti di sostanze che intervengono nella lavorazione del vino come il carbone attivo, i vari coadiuvanti di filtrazione, il ferrocianuro di potassio, l’anidride solforosa, e infine le soluzioni alcaline e i tensioattivi impiegati nei lavaggi. In generale però non sono stati riscontrati casi di malattie professionali ad essi connesse.

Per leggere la ricerca completa fare riferimento a questo link Il comparto vinicolo e oleario – cicli produttivi e rischi professionali (formato pdf).

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