Arsenico nell’acqua, la situazione nella Regione Lazio

La questione dell’arsenico nell’acqua in diversi comuni del Lazio è ormai dibattuta da tempo. Le ultime deroghe concesse dall’Unione Europea per permettere l’adeguamento alle attuali norme scadevano il 31 dicembre 2012. Quindi dal 1° gennaio 2013 i Comuni hanno dovuto emanare ordinanze comunali che vietano ai cittadini di consumare acqua del rubinetto per bere, per cucinare, per lavarsi i denti e anche per fare la doccia, se si è affetti da patologie cutanee. È consentito utilizzare l’acqua corrente solo per il lavaggio di vestiti, stoviglie e ambienti, per lo scarico del wc e per il gli impianti di riscaldamento. Per ciò che riguarda l’igiene personale è possibile utilizzare l’acqua solo per le zone del corpo lontane dal cavo orale e nasale. Si prevede che gli adeguamenti non saranno completati prima del 2014, con gravi disagi e pericoli per tutta la popolazione interessata.

I danni dell’arsenico

C’è così tanta attenzione verso la presenza dell’arsenico, poiché questa sostanza chimica è, in effetti, un grave rischio per la salute umana. La sua assunzione in acqua e cibo può causare cancro, lesioni cutanee, malattie cardiovascolari, danni al sistema nervoso e diabete, secondo i dati diffusi dalla OMS (Organizzazione mondiale della sanità). La UE ha stabilito che il limite di legge per l’arsenico è di 10 microgrammi per litro, mentre per il fluoruro di 1,5 microgrammi per litro. In tutti i 300 mila Comuni interessati tali valori vengono superati.

L’arsenico è una sostanza chimica e la sua presenza negli ambienti di lavoro deve essere segnalata nel documento di valutazione dei rischi.

Posted in: