Lavori verdi e sicurezza sul lavoro nel documento della EU-Osha

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha) ha di recente pubblicato sul proprio portale una sintesi dello studio “Foresight of New and Emerging Risks to Occupational Safety and Health Associated with New Technologies in Green Jobs by 2020” in lingua italiana, spagnola, francese e polacca.
Nel documento “Lavori verdi e sicurezza e salute sul lavoro: Previsione sui rischi nuovi ed emergenti correlati alle nuove tecnologie entro il 2020” è possibile prendere visione di un riassunto del progetto realizzato da un consorzio dell’Health and Safety Laboratory del Regno Unito, SAMI Consulting e Technopolis Group per l’Eu-Osha.

Tale ricerca è stata effettuata allo scopo di prevedere quali nuovi rischi (in tema di sicurezza sul lavoro) accompagneranno lo sviluppo della green economy al fine di creare lavori verdi che consentano di ottenere non solo benefici per l’ambiente ma anche tutela della salute dei lavoratori. La Commissione Europea definisce i lavori verdi “l’insieme di tutti i lavori che dipendono dall’ambiente o sono creati, mutati o ridefiniti (in termini di competenze, metodi di lavoro e profili) nel processo di transizione verso un’economia più verde”. Obiettivo della strategia UE 2020, pertanto, è il perseguimento di una crescita sostenibile e intelligente che includa l’economia verde.
Lo studio descritto si è articolato in 3 fasi:

  • Selezione dei fattori contestuali chiave che porteranno a lavori e posti di lavoro verdi entro il 2020 e che determineranno nuovi rischi connessi alle nuove tecnologie;
  • Identificazione delle nuove tecnologie chiave, introdotte nei lavori verdi, in grado di generare rischi emergenti nel luogo di lavoro;
  • Sviluppo di scenari.

Nella prima fase è stata analizzata la letteratura disponibile, contenente 69 fattori contestuali di cambiamento, sono state effettuate interviste a 25 soggetti con competenze diverse, sono state consultate 49 persone attraverso un sondaggio online ed è stato eseguito un esercizio di voto (con 37 partecipanti) per redigere un elenco di fattori chiave in ordine di priorità. Sono stati riscontrati, quindi, 16 fattori di cambiamento, ossia variabili che possono avere effetti sull’economia del futuro:

  • Ambiente (effetti del cambiamento climatico, penuria di risorse naturali);
  • Incentivi governativi (concessioni, prestiti, sussidi per attività ecosostenibili);
  • Controlli governativi (tasse, imposte);
  • Opinione pubblica (punti di vista sul cambiamento climatico);
  • Comportamento del pubblico (richiesta di prodotti verdi, sostegno al riciclaggio);
  • Crescita economica (condizioni delle economie europee e disponibilità di risorse);
  • Questioni internazionali (globalizzazione);
  • Questioni inerenti alla sicurezza energetica (bisogno di riduzione della dipendenza dalle importazioni d’energia);
  • Tecnologie delle energie rinnovabili (progresso e disponibilità);
  • Tecnologie dei combustibili fossili (carbone);
  • Energia nucleare (portata del suo utilizzo e possibile eco-sostenibilità);
  • Distribuzione, stoccaggio e utilizzo di energia elettrica (generazione di maggiore energia elettrica rinnovabile decentrata);
  • Miglioramento dell’efficienza energetica (nuovi edifici, trasporto pubblico);
  • Aumento dei rifiuti e riciclaggio (carenza di risorse, opinione pubblica e legislazione);
  • Altre tecnologie (nanotecnologie e biotecnologie);
  • Demografia e forza lavoro (stili di vita più esigenti e invecchiamento della popolazione).

Le nuove tecnologie chiave emerse, invece, riguardano: energia eolica, edilizia verde, biotecnologia, smaltimento dei rifiuti, trasporto ecosostenibile, automazione, energia rinnovabile e nanotecnologie.
La collocazione dei fattori di cambiamento chiave in 3 grandi gruppi di fattori incentrati su crescita economica, valori ecologici e innovazione ha permesso di delineare 3 scenari:

  • “Win-Win” contraddistinto da un’elevata crescita economica e forti valori ecologici;
  • “Bonus world”, caratterizzato da notevole sviluppo economico a svantaggio dell’ecologia;
  • “Deep green”, contrassegnato da una modesta crescita economica e da un forte rispetto dei valori verdi.

L’esame degli scenari ha evidenziato alcune problematiche che potranno insorgere col tempo, quali: difficoltà di monitoraggio delle condizioni di sicurezza e salute dei lavoratori dovuta alla decentralizzazione di realtà produttive e bisogno di un apprendimento molto rapido di nuove tecnologie e procedure da adottare.

Emerge, in conclusione, la necessità di fornire un addestramento adeguato per l’installazione di apparecchiature e impianti (es. fotovoltaici) che possono esporre a rischi di natura elettrica e al rischio di caduta.

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