La valutazione del rischio biologico nel DVR

Il documento di valutazione del rischio biologico, procedimento che nasce originariamente come semplice studio delle sostanze definite tossiche, deve prendere in esame alcuni elementi quali dosi, effetti, limiti e tempo di esposizione agli agenti biologici.
Una recente ricerca su come si valuta il rischio biologico ha mostrato come siano ancora presenti grosse lacune, conseguentemente anche gli interventi che dovrebbero essere adottati per affrontare eventuali situazioni a rischio sono spesso carenti e poco efficaci.
La valutazione del rischio biologico nel Documento di valutazione deve essere tanto più accurata quanto più i luoghi di lavoro siano deputati proprio ad accogliere talune sostanze,.

Per esempio, è il caso dei laboratori di analisi chimiche o gli ambienti deputati alla raccolta di materiali da riciclo dove oltre al rischio biologico è opportuno se non necessario effettuare anche una corretta Valutazione del rischio chimico.
La maggior parte dei microrganismi presenti anche negli ambienti di lavoro  è innocua per la salute e anzi i microrganismi possono svolgere anche funzioni importanti.
Altri invece (e qui il rischio biologico è evidente) possono essere causa di infezioni, allergie, o essere tossici, andando poi inevitabilmente a impattare sul settore lavorativo.
Anche la normativa europea si è espressa in merito alla valutazione del rischio biologico fornendo alcune considerazioni poi inserite nella stesura delle indicazioni per la redazione del Documento di valutazione rischio biologico.

A tal proposito:

  • le categorie lavorative a maggior rischio biologico: personale aeroportuale, il personale di volo, gli addetti a produzione, lavorazione di bestiame, i doganieri, il personale ospedaliero nonché gli addetti ai trasporti pubblici;
  • i rischi biologici emergenti: SARS, influenza aviaria, epatite B, un ritorno della TBC (Tubercolosi)…
  • comparsa di microrganismi resistenti ai farmaci anche a causa dell’abuso che spesso se ne fa.

E’ stato quindi redatto un documento in cui, oltre a ricordare la direttiva 2000/54 della Comunità Europea sulla valutazione del rischio biologico e relativa protezione per i lavoratori, dove, fra le altre cose, si invitava a valutare: dose (concentrazione) – risposta (effetto), esposizione, potenziale di assorbimento e quindi stima dell’incidenza sulla salute del lavoratore, nel documento quindi sono stati indicate alcune azioni che dovrebbero essere svolte per una corretta valutazione del rischio biologico:

  • Chi è incaricato della valutazione dovrebbe essere aggiornato in materia di comportamento degli agenti patogeni nell’ambiente;
  • effettuare campionamenti adeguati al luogo e ai tempi al fine di individuare nel migliore dei modi il grado di esposizione al rischio biologico;
  • valutare i metodi di ricerca che l’Azienda richiedente ha usato fino ad ora e quindi, in caso di lacune, adeguare detti metodi agli standard internazionali per ridurre il numero di variabili e di interpretazione dei dati.

In presenza di sostanze soggette a degradazione biologica o all’attacco di animali e insetti, si devono adottare opportune misure di protezione confinando tali sostanze in luoghi inaccessibili agli agenti sopra esposti.
Un effetto da non sottovalutare è quello dovuto all’influenza della temperatura che accelera i processi di decomposizione dei prodotti organici. Si dovrà quindi aver cura di non tenere esposti troppo a lungo tali prodotti a questi effetti, munendosi all’occorrenza di macchine refrigeranti o di altri mezzi idonei.
L’igiene personale e dell’ambiente di lavoro deve essere sempre curata lavorando nel modo piu’ ordinato possibile e utilizzando opportuni mezzi e sostanze per la pulizia.
Devono essere installati distributori di carta mono uso per permettere ai lavoratori di asciugarsi o pulirsi rispettando le necessarie condizioni igieniche.

Gli operatori esposti a tale rischio dovranno sempre indossare opportuni indumenti protettivi (guanti, mascherine, occhiali, camici), indicati negli allegati IV e V del Testo Unico sulla sicurezza dlgs 626/94, per proteggere l’epidermide, le mucose degli occhi e delle vie respiratorie. Si dovranno indossare stivali impermeabili con suola antiscivolo, per proteggersi e non scivolare sui residui organici che cadono sul pavimento.

Il rischio biologico necessita di una sorveglianza medica specifica, mirata ad un controllo periodico dei lavoratori, nelle modalità stabilite dal medico competente.

Proprio seguendo anche i recenti aggiornamenti normativi internazionali PMI Servizi è in grado di proporre una consulenza mirata ed efficace sulla stesura del Documento valutazione del rischio biologico.

Contatta PMI Servizi per avere informazioni sul documento di valutazione rischio biologico