Rischio campo elettromagnetico e tecniche di valutazione rischi

La tutela della sicurezza sul lavoro, si basa sull’analisi propria di rischi che i lavoratori possono subire durante lo svolgimento dell’attività. A tal proprosito l’Europa ha definito i limiti massimi di esposizione nei processi di valutazione rischi campi elettromagnetici nella Direttiva 2004/40/CE, tale direttiva però risulta essere insufficiente in quanto nelle varie strutture ospedaliere i limiti di azione previsti dalla Direttiva rendevano la tecnia di diagnostica per immagini fuori legge in tutti i paesi europei. Da qui la necessità di una nuova normativa che possa determinare in modo esatto i tempi di esposizione tollerabili per il corpo umano non solo nell’ambito della diagnostica umana ma anche veterinaria.

Per colmare tale criticità la Commissione Europea nel documento del 14 giugno 2011 COM(2011) 348 ha definito in merito alle disposizioni minime di sicurezza relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici nello specifico da campi elettromagnetici. In conseguenza di quanto emerso da questo documento dell’Unione Europea il datore di lavoro nella redazione del Documento di valutazione dei rischi per l’esposizione a campi elettromagnetici deve tenere in considerazione quanto segue:

  • Modifica dei limiti per quanto riguarda le frequenze da 0 a 100 kHz, rispetto a quelli previsti dalla Direttiva 2004/40/CE ovvero saranno introdotti nuovi valori limite di esposizione e valori di riferimento (azione ed orientamento) a sostituzione degli attuali limiti;
  • Semplificazioni per quanto riguarda la valutazione dei rischi e la redazione del DVR per il rischio campi elettromagnetici;
  • Maggior chiarezza per quanto riguarda l’informazione in merito ad eventuali effetti nocivi;
  • Introduzione del valore di orientamento ovvero un nuovo limite di riferimento che rappresenta il livello di campo al di sotto del quale non dovrebbero riscontrarsi effetti nocivi per la salute in normali condizioni di lavoro essere conformi o comunque rientrare nel valore di orientamento sarà visto come una sorta di certificazione della conformità dei valori limite di esposizione;
  • Definizione di indicatori per semplificare le operazioni di misurazione dei livelli;
  • Istituzione di una Sorveglianza medica razionalizzata;
  • Redazione e diffusione di linee guida non vincolanti (“Non binding guide”), simili a quelle utilizzate per la valutazione da radiazioni ottiche artificiali (ROA);
  • Maggiore attenzione per il controllo e la valutazione dei rischi inerenti le attività mediche che utilizzano la risonanza magnetica.

Promuovere la sicurezza sul lavoro, con attività mirate sui soggetti più a rischio, rappresenta una strategia volta prima di tutto all’analisi, aumentando la vigilanza, ma allo stresso tempo prevede un intervento nei settori aziendali più a rischio, in grado di individuare le potenziali anomalie valutando le incognite più comuni a cui il lavoratore può esporsi. Il processo di valutazione del rischio è un’attività che esige preparazione, competenza e soprattutto conoscenza della normativa; ecco perché i finanziamenti concessi dalla Regione verranno elargiti soprattutto per le fasi di formazione del personale, formazione tramite corsi, consulenza alla sicurezza nei cantieri edili, rilascio di certificazioni della qualità e aggiornamento valutazione rischi alla normativa DLgs. 81/08.

Le domande di adesione potranno essere presentate nell’arco di tempo che va dal 1 Febbraio 2012 al 30 Aprile 2012 indipendentemente dalla provincia di appartenenza.